Sempre più, negli articoli in cui si legge di vino e derivati, incontriamo l’acronimo NoLo. L’acronimo NoLo nel settore delle bevande significa No and Low Alcohol. Identifica tutti i prodotti a ridotto o nullo contenuto alcolico, come vini dealcolati, birre analcoliche (0.0% o < 0.5%) e vini e cocktail a bassa gradazione. Due tipologie di prodotti completamente diversi, soprattutto per quanto riguarda i vini. I NO sono delle bevande a base vino che hanno subito un processo di dealcolazione, per togliere l’alcohol, mentre i LO sono dei vini che nascono con una gradazione mediamente inferiore. DOC Garda, prima in Italia, ha adottato una modifica del disciplinare che consente di commercializzare il varietale Garganega con una gradazione alcolica di 9°, che corrisponde al grado minimo consentito per il vino in Italia. Pertanto un vino che non ha subito nessuna dealcolazione, ma è stato studiato e progettato, sin dalla campagna, per avere una gradazione alcolica di 9 gradi. Ma come?

Il cambiamento climatico ha aiutato non poco questa possibilità, facendo maturare velocemente le uve Garganega, consentendo una vendemmia anticipata. Meno zuccheri all’interno del mosto porta ad avere meno alcohol alla fine della fermentazione. “Affrontare oggi il tema dei vini a basso contenuto alcolico significa leggere con attenzione l’evoluzione della domanda internazionale, comprendere i nuovi stili di consumo e anticipare i cambiamenti che stanno interessando il settore vitivinicolo a livello globale” ha dichiarato Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC. “Sempre più consumatori ricercano vini versatili, contemporanei e coerenti con un approccio al bere più consapevole, senza rinunciare alla qualità, all’autenticità e al legame con il territorio. In questo scenario il ruolo di una denominazione è quello di interpretare il cambiamento con responsabilità e visione strategica, trasformando le nuove tendenze in opportunità di crescita per le imprese. Come Consorzio siamo stati la prima denominazione italiana a introdurre nel disciplinare una tipologia a gradazione ridotta, una scelta pionieristica che testimonia la volontà della DOC Garda di innovare e di fornire ai produttori strumenti concreti per rispondere alle richieste dei mercati internazionali, rimanendo al tempo stesso saldamente ancorata ai propri valori identitari. È proprio con questo spirito che nasce questo convegno all’interno di Garda Wine Stories: un progetto che non vuole limitarsi alla promozione della denominazione, ma che si propone come osservatorio permanente sui principali mercati del vino, sui consumatori e sulle tendenze che ne influenzano le scelte. Mettere attorno allo stesso tavolo analisti, giornalisti, Master of Wine, operatori e produttori significa costruire conoscenza, favorire il confronto e offrire alle aziende strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide future. Il Garda è un territorio che ha sempre saputo evolversi senza perdere la propria identità: la crescita della nostra denominazione passa dalla capacità di guardare avanti, investire in innovazione e continuare a valorizzare ciò che ci rende unici nel panorama vitivinicolo italiano.”

È questo il messaggio emerso dal convegno “Garda DOC: strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcol, versatilità e nuovi trend di consumo”, promosso dal Consorzio

presso la Dogana Veneta di Lazise. Interessante anche il parere del prof. Eugenio Pomarici, del Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali dell’Università di Padova, che dice “Le ricerche svolte sui consumatori, anche in Paesi con abitudini di consumo del vino molto diverse tra loro, confermano l’interesse e la disponibilità a provare questi prodotti nuovi per la maggior parte di loro, avvicinandosi a un’offerta che si presenta molto eterogenea in termini di processi produttivi, prezzi, modalità di etichettatura (vini dealcolati e bevande a base di vino dealcolato) e grado alcolico. Anche in Italia, da alcuni anni, una trentina di imprese hanno iniziato a partecipare al mercato NoLo con vini dealcolati all’estero e ora, che il quadro normativo nazionale per la dealcolazione è sostanzialmente definito, stanno avviando i primi impianti di dealcolazione; nella misura in cui questi impianti potranno offrire anche servizi conto terzi, questi potranno favorire la partecipazione all’offerta anche delle numerose imprese di dimensione medio-piccola che hanno interesse per questi prodotti ma sono ostacolate da rilevanti barriere tecniche all’ingresso, causa costi di investimento notevoli e una situazione di incertezza sulle tecnologie ottimali con riferimento ai diversi tipi di prodotto. Relativamente all’evoluzione del mercato dei vini NoLo si deve però sottolineare che questo è tuttora un mercato nascente e, benché promettente, il suo sviluppo dipenderà dal realizzarsi di diverse condizioni che riguardano sia l’offerta che la domanda.” Uno sguardo approfondito sul Regno Unito è arrivato da Patrick Schmitt MW, editor-in-chief di The Drinks Business, che ha analizzato le opportunità di crescita dei vini a basso tenore alcolico nel mercato britannico. Lo studio presentato ha evidenziato come il cambiamento degli atteggiamenti dei consumatori verso il consumo di alcol e l’introduzione di sistemi fiscali sempre più legati alla gradazione alcolica, stiano ridefinendo il settore vinicolo nel Regno Unito. In questo contesto, i vini low alcohol rappresentano quindi uno dei segmenti più promettenti in termini di sviluppo. L’analisi ha messo in luce come la domanda sia trainata dalla ricerca di prodotti a bassa gradazione alcolica anche per contrastare l’aumento delle tasse sull’alcohol introdotte da poco dal Governo Inglese. La ricerca, per il mercato inglese, oggi è un vino a 7 gradi ma anche a un prezzo decisamente basso. In questo contesto i vini della denominazione Garda DOC rappresentano una risposta alla domanda del mercato, grazie alla propria vocazione alla freschezza, alla bevibilità e alla versatilità, di sviluppo in un mercato che continua a premiare le proposte innovative senza rinunciare alla qualità e all’identità territoriale. Il convegno si è concluso con una tavola rotonda moderata dall’enologa e wine expert Sissi Baratella, che con il suo sorriso ma soprattutto grande competenza, ci ha condotto tra strade irte diventate poi scorrevoli, durante la quale relatori, giornalisti e produttori hanno condiviso riflessioni e strategie per il futuro della denominazione. Degustando due prodotti nuovi, non ancora in commercio. Entrambi a base Garganega, ma il primo con lo sposalizio di un 15% di Chardonnay e il secondo con una percentuale di Sauvignon. Due vini gradevoli e di gran beva. Ideali per questa torrida estate.

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