Selina Degrassi

Durante il mio primo viaggio in Bretagna, all’interno del borgo di Le Mont Saint Michel, si trova una storica locanda del XIV secolo con una sala decorata in stile medievale e caratterizzata dall’esposizione di pentole di rame e lampadari in ghisa: Le Mounton Blanc. Trovandomi immersa tra storia e favola, profumi e spezie, mi sono letteralmente abbuffata di crepes e galettes.

In Bretagna, le crepes vengono fatte con farina normale e sono associate ad ingredienti dolci, mentre le galettes, tipiche quadrate, sono di farina di grano saraceno ed abbinate a composti salati, come uova, prosciutto e Camembert.

Chiamatele Crepes, Galettes, Palatschinken, Plinsen, Livanzen, Bliny, Pannkakor le famose “crepes” di Pippi Calzelunghe, insomma dolci o salate sono una vera e propria prelibatezza a colazione, a merenda ma anche come portata principale di un pasto. Una vera coccola per il nostro palato. Prossimamente parleremo un po’ di più delle crepes e del grano saraceno, ma ora vorrei parlarvi delle ciliegie, tipico frutto di questa stagione.

Chi da piccolo non si metteva le ciliegie come orecchino? E finalmente quest’anno ho potuto raccoglierne un po’ dal mio vecchio ed amato albero.

Definita come una drupa, in quanto non si apre spontaneamente a maturità, appartenente alla famiglia delle Rosaceae, genere Prunus, questo dolcissimo e carnoso frutto conserva origini antichissime.

Consumata dai preistorici durante l’Età del Bronzo, per poi diffondersi nel Mediterraneo dal VII Secolo a.C., arrivò in Italia grazie al generale romano Lucullo che la importò dalla città turca Cerasus, da cui deriva la sua radice etimologica dal latino ceresia, a sua volta proveniente dal greco antico kérasos.

Questo dolcissimo frutto porta con sé diversi significati sia divinatori che simbolici, in quanto strettamente legato a riti di fertilità e d’amore. Per esempio, in Italia ed al Nord Europa si contavano i noccioli delle ciliegie appena mangiate per predire il proprio futuro sentimentale e determinare se ci si sarebbe sposati.

In Giappone, la fioritura definita come l’Hanami (ammirare i fiori), simboleggia la transitorietà dell’esistenza, la rinascita e l’importanza di apprezzare il presente.

In Gran Bretagna, le ciliegie ed il cuculo erano i protagonisti usati per predire quanti anni di vita rimanessero ad una persona: il canto del cuculo veniva contato dopo aver osservato un albero di ciliegio.

Dalla forma a piccolo cuore, considerate da sempre il simbolo degli innamorati, sacre fin dai tempi di Afrodite, Dea dell’amore e della bellezza, nel Cristianesimo le ciliegie rappresentano la purezza e la resurrezione, il sangue ed il cuore, associate all’amore di Cristo.

Questo frutto dal colore rosso brillante e dalle note floreali e speziate, grazie all’alta concentrazione di antocianine, contiene amigdalina, un composto organico che rilascia acido cianidrico nel caso in cui il nocciolo venga masticato o frantumato.

Inoltre, i noccioli di ciliegie come quelli delle mandorle, contengono benzaldeide, un’aldeide aromatica semplice nota per il suo forte e caratteristico profumo di mandorle amare e per tal motivo, utilizzata per sintetizzare i gusti di ciliegia e di mandorla.

INGREDIENTI per 4 PERSONE

Per le mini-crepes

200 g di farina di grano saraceno

80 g di latte intero (quello che preferite)

½ bustina di lievito

2 uova

100 g di farina di mandorle

Cannella qb

Un pizzico di sale

Per la composta di ciliegie

250 g di ciliegie

Succo di 1 limone

Per la crema

200 g di formaggio caprino (o quello che preferite)

Sciroppo d’agave (oppure malto di riso o miele)

Cannella

Scorza di arancia

PROCEDIMENTO

In una ciotola versate tutti i componenti secchi, le uova e piano piano il latte. Con l’aiuto di una frusta amalgamando il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.

Denocciolate le vostre ciliegie e ponetele in una casseruola con il succo di limone ed un pò di acqua. Portate a bollore a fuoco medio finché il liquido evaporerà.

Preparate ora la crema, aggiungendo al formaggio lo sciroppo, la cannella e la scorza di arancia.

Scaldate una padella antiaderente, ungetela con un po’ di burro: con l’aiuto di un mestolino versate il composto e fate cuocere un paio di minuti a fuoco dolce.

Ponete sulla prima crepe la crema ed alternate con la composta.

Ultimate con ancora un filo di sciroppo e qualche scaglia di mandorla e scorza di arancia.

Leave a Reply

Your email address will not be published.