Stefano Cosma

Arrivo a Villa Russiz in una tarda mattinata di fine luglio, animato da una golosa curiosità. Da un anno circa sentivo, infatti, parlare dell’apertura di un ristorante nell’elegante complesso formato dai vari edifici costruiti a fine ‘800 e nel primo ‘900 in quella che era un tempo “Russiz Inferiore”. Una tenuta che, con il matrimonio fra Elvine Ritter de Zahony e Theodor de La Tour en Voivre celebrato il 15 febbario 1868, diventa non solo celebre per la qualità dei suoi vini, ma per l’opera benefica che viene organizzata a Capriva: un ente per l’assistenza alle orfane. Nel corso del tempo nascerà una scuola popolare in tedesco, un asilo fröbeliano per bambine e nel 1912 contava ben 78 ospiti. Con la Prima Guerra mondiale l’attività si fermò ed Elvine morì, ma la sua opera continua tutt’ora a Treffen, in Austria. A Capriva si trasformò in “Istituto A. Cerruti” e oggi è la “Fondazione Villa Russiz”, che accoglie minori in difficoltà, con percorsi educativi e adeguati strumenti pedagogici.

In questo contesto, forte di ben 45 ettari di vigneti a Doc Collio, si inserisce anche la cucina proposta dallo chef Alessio Tagliaferri: un atto d’amore verso questa terra. Alessio arriva da Roma (la famiglia ha “Achilli al Parlamento”), ma ha anche un altro ristorante nella nostra regione. Qui a Capriva ha creato il “Menù dei ricordi” con piatti suggeriti e ispirati dalle genuinità delle storie delle ragazze e dei ragazzi ospiti di Casa Elvine. Un paio di essi sono al bar e in sala. Gli altri, ai quali tutti i giorni Alessio prepara da mangiare, danno i nomi alle proposte di Alessio sulla base dei loro ricordi, dei loro desideri e dei loro sogni…

Così trovate fra le proposte, per iniziare, COME DARGLI TORTO “Mi piace da matti la pizza con la mortadella” o, per continuare, LA MIA INFANZIA (Amatriciana alla brace) e, per finire, L’HAPPY RUSSIZ “Vorrei tanto un happy meal… mi piace andare al Mc Donald” ed alcuni attimi di dolcezza…

Alessio ci confida: «Provo poco, sperimento poco: vado a intuito» e quasi tutto ciò che lui cucina fa un passaggio alla brace. «La cosa più primordiale è stare davanti al fuoco, perché ciò che rende un piatto indimenticabile non sono solo le tecniche o le materie prime eccellenti, ma l’emozione che riesce a evocare». Non vi resta che provare, martedì, mercoledì e domenica dalle 12 alle 19, giovedì, venerdì e sabato dalle 12 alle 23.

La carta vini è in continua evoluzione e conta già 200 etichette! Se bevete troppo, l’adiacente Country House ha 19 stanze.

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