di Enrico Conselvan
La Latteria turnaria di Campolessi di Gemona è una delle otto ancora attive in Friuli Venezia Giulia. Nata nel 1908 con centoventi
soci fondatori, continua a produrre burro, formaggi e ricotte sempre con le stesse modalità di un tempo: non acquista il latte dai soci, ma lo lavora per loro conto. Ogni allevatore dispone di un libretto dove quotidianamente viene riportata la quantità di latte conferito e il credito (o il debito) di latte nei confronti della latteria. Il latte consegnato giornalmente dai soci viene trasformato per conto di un unico socio in base al credito di latte da lui accumulato. Tutti i prodotti ottenuti in quella giornata diventeranno suoi. La turnazione continua ogni giorno con un socio diverso.
Oggi gli allevatori associati sono quindici e possono lasciare i prodotti in vendita presso lo spaccio aziendale. In origine, invece, li ritiravano provvedendo alla stagionatura e alla vendita presso le proprie abitazioni. Questo modello turnario iniziò a diffondersi in tutto
l’arco alpino tra il 1800 e il 1900; la prima turnaria friulana fu quella di Collina di Forni Avoltri nel 1880, permettendo anche ai piccoli produttori di mettere insieme il latte. Questo garantiva alle comunità montane un minimo sostentamento economico e
indipendente. Nel secolo scorso, al netto delle due parentesi belliche, il numero delle turnarie in Friuli continuò ad aumentare fino alle oltre seicento del 1960. Con il passare degli anni questioni economiche e commerciali, come la possibilità di vendere il prodotto anche al
di fuori della propria area, portarono alla trasformazione di molte latterie turnarie in latterie sociali. Il socio, anzichè ritirare
il prodotto di pertinenza nei giorni a lui assegnati, riceveva un compenso immediato. (…) L’Ecomuseo ha continuato, a sua volta, a sostenere la filiera con circuiti di vendita diretta, organizzando mostre con degustazioni e sviluppando pubblicazioni editoriali (sul mondo
delle latterie turnarie il regista Michele Trentini ha realizzato nel 2019 il film documentario intitolato “Latte nostro”).
Nel 2024 il comune di Gemona del Friuli ha ricevuto la qualifica di Città del Formaggio da parte dell’ONAF (organizzazione nazionale assaggiatori formaggi). Tra le motivazioni riportate nella lettera di attribuzione del titolo un ruolo importante venne ancora
riconosciuto all’operato dell’Ecomuseo. Un altro motivo di assegnazione è stato l’organizzazione, in sinergia tra comune
e pro Glemona, della manifestazione “Gemona, formaggio e… dintorni” ogni secondo fine settimana di novembre.
Quest’anno l’evento giunge alla sua venticinquesima edizione e Fuocolento sarà presente con due masterclass.
In collaborazione con l’Ecomuseo, si degusteranno varie stagionature di formaggi turnari abbinati a Tazzelenghe e a birre artigianali friulane.
