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Casa Ascoli e “Gorizia Città del Plurilinguismo”

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by Davide Zitter
Casa Ascoli e “Gorizia Città del Plurilinguismo”

Mi piace pensare a Gorizia come a una “città del plurilinguismo”. Devo ammettere che oggi lo è molto meno rispetto al passato, ma ci sono ampi margini di miglioramento. La prima grande perdita linguistica arriva con la fine della Grande Guerra: la lingua istituzionale tedesca viene “abbandonata” da chi rimane (quasi tutti gli austriaci residenti qua se ne andarono durante quegli anni) e piano piano si perde la consuetudine di usarla, e di ascoltarla. Nei decenni fra le due guerre, il nuovo governo proibisce l’utilizzo dello sloveno a favore dell’italiano. La comunità slovena subisce un crimine linguistico nei nomi delle persone, nei cognomi delle famiglie e nei toponimi abitati da sempre: tutto viene italianizzato. Infine, il confine tracciato nel 1947 lascia in qualche modo “definitivamente di là” la lingua slovena. Secondo impoverimento della cultura goriziana. Il terzo idioma scomparso è l’ebraico: la furia nazifascista annienta una comunità ebraica fortemente radicata nella città. Una città cresciuta economicamente e culturalmente anche grazie a questa presenza secolare. Fra i pochi sopravvissuti alla deportazione, quasi tutti se ne vanno dopo la guerra. Chi rimane trova una città completamente trasformata in cui non si riesce a mantenere viva la lingua della propria religione. Il friulano resiste a un secolo che ha stravolto Gorizia e i suoi cittadini. Resiste così tanto che proprio qua, il 23 novembre 1919, viene fondata la Società Filologica Friulana che non si arrende e anzi difende il proprio progetto culturale dall’ideologia fascista che invece “ostacolava” tutti gli istituti e le attività che in qualche modo non fossero espressione di pura italianità. Fin dal primo giorno di istituzione, la Società viene intitolata al glottologo Graziadio Isaia Ascoli. Chi è Graziadio Isaia Ascoli? È il miglior testimonial storico per “Gorizia città del plurilinguismo”. Nasce nel 1829 nella casa situata all’ingresso del ghetto di Gorizia. La sua è una famiglia agiata di religione ebraica, quindi non solo conosce l’ebraico, ma anche l’ebraico antico. Non solo parla e scrive correttamente in italiano e in tedesco, ma studia anche il friulano e capisce lo sloveno. Si trasferisce a Milano, città che accoglie i suoi studi linguistici al punto che l’Accademia scientifico-letteraria di Milano, nel 1876, istituisce una nuova cattedra per la sua docenza in linguistica comparata: è il primo italiano a studiare le lingue nei loro aspetti scientifici. Conia il termine glottologia: la scienza del linguaggio. Sono molti gli apporti scientifici che rimarranno nella storia: i suoi studi partono dalle lingue classiche, per poi arrivare a quelle indoeuropee e romanze, fino ad approfondire i dialetti. Fra le altre cose: fonda l’Archivio glottologico italiano (una rivista di glottologia tuttora esistente), fa parte dell’Accademia Nazionale dei Lincei (nella categoria riguardante la filologia) ed è promotore della Società Dante Alighieri (volta a tutelare e a diffondere la lingua e la cultura italiana). Inoltre, è lui che parla per primo del concetto geografico e sociale inerente le Tre Venezie: la Venezia Giulia, la Venezia Euganea e la Venezia Tridentina. La Venezia Giulia corrispondeva alla zona dove lui stesso era nato e che l’Impero asburgico chiamava “Litorale adriatico”.

 

CASA ASCOLI

Casa Ascoli è la casa dove nacque nel 1829 Graziadio Isaia Ascoli (è di proprietà del Comune dagli anni Ottanta). E proprio qua, a Gorizia, dove visse uno tra i primi studiosi che riconobbe il valore formativo del plurilinguismo, le lingue vengono custodite e studiate.

Dal 16 luglio 2019, infatti, è la sede (nel Friuli Orientale) della Società Filologica Friulana che non solo tutela e promuove da sempre la lingua friulana (e il relativo patrimonio culturale e storico), ma anche le lingue e le culture minoritarie. Nel piano terra della stessa, inoltre, trova dimora la Kulturhaus Görz, un’associazione costituita a Gorizia nell’aprile del 2013 con l’obiettivo di promuovere proprio il plurilinguismo nella città di Gorizia, di Nova Gorica e nelle aree circostanti, e infatti da anni propone a Gorizia diversi corsi di lingua, organizza il “Festival delle Lingue” ed è ideatrice del progetto il “Passaporto delle lingue”. Sempre al civico 1 di via Graziadio Isaia Ascoli, hanno sede anche la sezione goriziana di Italia Nostra e l’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia.

Di Corinna Sabbadini

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