RISPETTIAMO NOSTRA MADRE TERRA

di GIAMPIERO RORATO

C'è ancora un prolungato alternarsi di giorni e di notti tra il freddo e il gelido, ma già le ore meridiane mostrano temperature che aprono all’imminente primavera. Anche se il gioco delle stagioni, com’era in passato, sembra passare di moda, più per egoismi e insipienze umane che per le bizze della natura, resta in tutti il desiderio di vedere spuntare ancora una volta i ciuffid'erba nuova, lo sbocciare delle piccole gialle primule e, sui clivi montani, i candidi bucaneve e, ancora, l’aprirsi sui rami degli alberi delle prime turgide gemme che pian piano dipingeranno di verde le nostre campagne.
È il miracolo della natura che si ripete, nonostante i fumi e i veleni che spargiamo di continuo su questo nostro piccolo pianeta, incuranti non solo delle vite che verranno, ma della nostra stessa vita e della nostra salute.
“Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fioti et erba" così pregava san Francesco d’Assisi nel lontano 1224. E noi, oggi, siamo capaci di sapere che la nostra vita dipende dalla nostra madre terra chi ci sostenta con i suoi prodotti, e in più,  ci regalava tanti meravigliosi fiori d’ogni colore?
In questo mese dedicando alcune pagine della rivista alla cucina degli ortaggi, in particolare alle brassicacee (verze, cavolfiori, broccoli, ecc.), fortunatamente ancora molto coltivate negli orti dei nostri paesi, abbiamo pensato, anche ricordando la lettera di papa Francesco, Laudato si’ (18 giugno 2015), a quanta ricchezza generosamente donataci dalla natura abbiamo voltato le spalle negli ultimi decenni, preferendo i prodotti offerti dai supermercato, di spesso ignota provenienza e dalla filiera molto più lunga dei prodotti dei nostri orti.
Ma, pian piano, la preghiera di frate Francesco, ripetuta e trasformata in lezione di vita da papa Francesco, sta diventando convinzione sempre più diffusa e sta crescendo un po’ ovunque il bisogno di tornare ai prodotti degli orti di casa nostra, che tanti bravi ortolani dai monti alla pianura stanno coltivando per noi quasi in ogni paese; alla frutta e agli animali da cortile fatti crescere in libertà.
Dalla civiltà contadina si è velocemente passati, nell’ultimo dopoguerra, alla civiltà industriale, dimenticando aie e orti e privilegiando i supermercati, ma abbiamo anche capito, seppur lentamente, che, oltre all’equilibro della natura, è la nostra stessa vita ad aver bisogno della terra e dei suoi prodotti, siamo noi aver bisogno, in casa nostra, di “sora nostra matre terra"  perché è in questa che troviamo il nostro cibo migliore, il più nutriente, il più sano, il più naturale.
Le pagine di questa rivista ci accompagnano in un percorso che esalta, oltre alla terra, anche il lavoro degli uomini, perché il nostro attuale benessere, di gran lunga superiore a quello di alcuni decenni fa, è dovuto in buona parte
all’intelligenza, all’impegno, alla programmazione e al lavoro di persone serie e capaci, senza le quali la stessa nostra vita sarebbe molto diversa.

(Il parco dello Stella - Ph. Arianna Macor)

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