LE TRE VENEZIE TERRA DI PACE

di GIAMPIERO RORATO

I valori in cui crediamo,
la pace,
la solidarietà,
il benessere,
la civile convivenza,
sono garantiti dalla pace.

Non possiamo concludere questo 2018 senza che il pensiero torni a un secolo fa, alla conclusione d’una guerra che ha sconvolto l’Europa, facendo ben oltre 10 milioni di morti, più un altro mezzo milione di italiani, soprattutto giovani, a causa della “spagnola”, più tanti morti civili, mai conteggiati (si presume che le vittime della guerra abbiano superato i 20 milioni). Governanti egoisti e inetti, capi militari incapaci e spesso barbari, hanno alimentato una carneficina che è stata il presupposto di un’altro terribile massacro nella seconda guerra mondiale. Senza contare le distruzioni di città e paesi, fabbriche, ponti, strade, ferrovie, centrali elettriche, scuole e ospedali, con immensi danni economici e l’impoverimento del Paese, che ha costretto molti italiani a una nuova emigrazione, dopo quella di fine Ottocento.
Se un elogio va doverosamente espresso è per i soldati d’ogni parte d’Italia, animati dall’amor di patria, che hanno sofferto e in molti hanno dato la vita per il nostro Paese, spesso obbedendo a ordini strampalati di una inefficiente e spesso improvvisata catena di comando.
Nessuno deve dimenticare quell’immane tragedia e soprattutto noi, dal momento che la guerra 1914-18 è stata combattuta per tutto il periodo nelle nostre regioni, senza un attimo di tregua. Da persone serie e responsabili la conseguenza da trarre è un forte impegno personale e collettivo perché le nostre regioni – come ha già fatto il Veneto – sanciscano con atto solenne e convinto che le Tre Venezie sono una terra di pace, devono esserlo, consapevoli che solo se decisi a perseguire questo obiettivo potremo continuare a produrre i tanti tesori delle nostre campagne, salvaguardare e potenziare le nostre industrie, ammodernare i nostri porti, rendere più efficienti le nostre infrastrutture, dedicare maggior impegno e più solidi finanziamenti alla cultura e alla salute, garantire ai nostri figli e nipoti un futuro di serenità e di progresso.
Quello che andiamo scrivendo da anni sulle pagine di questa rivista è il racconto delle tante cose belle e buone che la terra, sapientemente coltivata da uomini e donne capaci, ci sa dare e che la bravura delle nostre mamme e mogli, come anche di tanti uomini e di tante cuoche e cuochi professionisti sa trasformare in cibi meravigliosi per noi e per quanti arrivano nelle nostre regioni, garantendoci, con il turismo in progressiva crescita, ulteriori possibilità di lavoro e di reddito. E desideriamo che tutte queste cose belle e buone non vengano mai meno, semmai aumentino.
I valori in cui crediamo, la pace, la solidarietà, il benessere, la civile convivenza, sono garantiti dalla pace. Dal 1945, quindi da quasi di 75 anni, non c’è più stata una guerra in Europa, grazie alla lungimiranza di grandi statisti; facciamo in modo che la pace e lo sviluppo civile, culturale ed economico continuino, per il benessere nostro e delle future generazioni.

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