I CAINERO una famiglia tra mulini, farina e sport

di DANIELLE MAION

Fin dai tempi più antichi i cereali e derivati erano alla base dell’alimentazione e si legavano alla produzione di diversi generi di farine destinate alla preparazione di varie pietanze e soprattutto alla panificazione. Nell'età antica, per ottenere la polvere di cereali, venivano usati strumenti molto semplici, come mortai in cui i chicchi di frumento o di altri cereali venivano schiacciati con pestelli, oppure pietre larghe e tonde su cui si facevano rotolare manualmente altre pietre.
Solo dopo il 1000 a.C. in Grecia si realizzarono macine formate dai palmenti, due blocchi monolitici destinati a triturare i grani (uno fisso, posto in basso, e l'altro mobile, posto in alto) e il meccanismo veniva azionato da uomini o animali, finché più tardi vennero introdotti i primi mossi dall’acqua, dal vento o da animali o dal vapore. 
I cereali, preziosa fonte di sostanze nutritive, erano indispensabili alla sussistenza di molte comunità che sorgevano nelle vicinanze dell’acqua, essenziale al funzionamento dei mulini. Così fu anche in Friuli. Nel territorio udinese, il fiume Torre è diviso in tre bracci, uno di questi, chiamato Roggia di Udine, attraversa Cavalicco di Tavagnacco; lungo questo corso d'acqua funzionavano due opifici, il Mulino Tarondo, che cessò la sua attività all’inizio del Novecento, e il Mulino Cainero, attivo fino al 1988, ma che conserva ancora oggi gran parte integre le caratteristiche della struttura molitoria.

(Nelle foto:
1968 – I fratelli Aligi (1923-2009), Leandro (1910-1973) ed Edoardo Cainero (1919-1992)
1953 – Il cortile del mulino, con in fondo il portone in ferro che dava accesso alla braida
2013 – I muri del corpo centrale del fabbricato del mulino nella loro originalità
Tutte le foto sono dell'Archivio Cainero)

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